Call for papers – Libro Bianco sul Futuro dell’Europa

Il Center for the Future of Europe in occasione della presentazione da parte della Commissione Europea il 1° marzo 2017 del Libro Bianco sul Futuro dell’Europa –  Riflessioni e scenari per l’UE a 27 verso il 2025 seleziona contributi di studiosi sulle principali questioni attinenti al futuro dell’Unione Europea.

I contributi selezionati saranno inseriti in un volume collettaneo pubblicato in versione e-book sul sito del Center for the Future of Europe e in versione cartacea dall’Editoriale Scientifica.

L’iniziativa mira a celebrare il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma e allo stesso tempo incentivare il dibattito sulle principali sfide e le opportunità che riguardano la sicurezza, il benessere dei cittadini e il ruolo che l’Europa è chiamata a svolgere in un mondo sempre più multipolare. Su tali questioni è concentrato il focus del Libro Bianco sul Futuro dell’Europa, che presenta una serie di scenari inerenti ad alcuni percorsi percorribili per il futuro dell’Unione europea.

Deadline invio abstract: 30 giugno 2017

Contatti: info@futureofeurope-iif.it.

Topics e informazioni sulla call a questo link.

“Il futuro dell’Europa”: disponibile il nostro position paper

Mai come in questo momento è necessario interrogarsi sul futuro dell’Europa. L’Italian Institute for the Future ha inaugurato un anno fa un suo centro di ricerca ad hoc, il Center for the Future of Europe, per portare avanti in maniera organica una serie di iniziative incentrate sull’analisi della situazione presente del continente europeo, con l’obiettivo di elaborare scenari di prospettiva. Un centro, il CFE, che eredita dall’IIF l’approccio multidisciplinare, necessario per individuare i diversi megatrend destinati a determinate il futuro dell’Europa. Ora è disponibile il position paper del CFE, dal titolo “Il futuro dell’Europa”: il tema è trattato dai ricercatori del centro attraverso le diverse angolazioni dei loro background, tenendo conto dunque degli aspetti geopolitici e di sicurezza, di quelli geoculturali e sociologici, degli aspetti legati al diritto internazionale, non trattando l’Europa come una realtà a sé stante, ma parte di un più ampio sistema-mondo in rapido mutamento.

Il position paper “Il futuro dell’Europa” introduce le linee di ricerca del CFE e i punti di vista dei suoi ricercatori e di conseguenza dell’intero centro su tutta quest’ampia serie di tematiche. Gli autori sono Antonio Giattini (direttore del CFE e vicepresidente dell’IIF), Rosa Stella De Fazio (vicedirettrice), Ruben M. Correra, Chiara Manzillo, Valentina Prisco, Ciro Tuccillo e Bruno Fomicola.

Collegamento al sito del IIF

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Disponibile il nuovo numero di FUTURI dedicato alla “rivoluzione demografica”

La bomba della popolazione in Africa, il crollo delle nascite in Occidente, le migrazioni di massa, l’invecchiamento della popolazione e l’insostenibilità dei nostri sistemi di welfare sono al centro dell’indagine di questo numero di Futuri, la rivista dell’Italian Institute for the Future (IIF).

Tra gli altri temi, il futuro della privacy, l’evoluzione del terrorismo jihadista, la regolamentazione della sharing economy, i piani della SENS Foundation per sconfiggere l’invecchiamento, con un’anteprima dell’edizione italiana di imminente uscita del bestseller di Aubrey de Grey “La fine dell’invecchiamento”. Per il Center for the Future of Europe scritti di Roberto Colella, Rosa Stella De Fazio, Antonio Giattini, Valentina Prisco. Chiude il numero, come da tradizione, un racconto di speculative fiction firmato da Clelia Farris.

Futuri 7 è disponibile in cartaceo (140 pagine a colori) ed e-book sul sito dell’IIF e nelle principali librerie online.

Azione dell’Unione europea e preclusione delle competenze nazionali

Ogni volta che l’Unione europea legifera in una data materia di propria competenza, preclude, in misura più o meno ampia, l’intervento degli Stati membri nella medesima materia. Questo fenomeno, detto “preemption europeain virtù dell’analogia con l’istituto statunitense della “federal preemption”, comporta un progressivo svuotamento delle competenze normative degli Stati membri a vantaggio di quelle dell’Unione e costituisce, pertanto, un elemento essenziale del processo d’integrazione europea.

In questo saggio, di recente pubblicato nello Yearbook of European Law della Oxford University Press, Amedeo Arena, già autore della monografia “Il principio della preemption in diritto dell’Unione europea” (Editoriale Scientifica, 2013) si interroga circa la possibilità di formulare una “teoria unificata”che possa dar conto della preclusione delle competenze nazionali ad opera dell’azione dell’Unione tanto nella sfera interna (adozione di legislazione a livello statale e substatale) quanto in quella esterna (conclusione di accordi internazionali).

Center for the Future of Europe – Una lettera introduttiva del direttore Antonio Giattini

Nasce il Center for the Future of Europe, per le sfide dell’Europa di domani

Il “Center for the Future of Europe” (CFE) dell’Italian Institute for the Future nasce dalla volontà di un gruppo di giovani e appassionati ricercatori di provare ad analizzare e proporre soluzioni a tutte quelle sfide che oggi l’Europa si trova ad affrontare e che nel lungo periodo avranno, come è evidente, ripercussioni a livello globale. Nel far questo, il CFE fa propria la mission dell’IIF puntando ad elaborare scenari e previsioni sul futuro e promuovere politiche di lungo termine per l’Europa del domani. Ma per individuare quali siano tali sfide è necessario precisare quello che il CFE vuol intendere per Europa.

Europa è sicuramente l’Unione Europea, il frutto di un processo storico di integrazione, nato dalla volontà di superare l’inferno e il buio dei nazional-socialismi e che, puntando inizialmente a una cooperazione economica, è diventata simbolo (forse apparente) dell’unione, non solo politica, tra popoli. Quella stessa Unione Europea che nel corso del tempo ha permesso ai propri cittadini di muoversi liberamente su più territori, ha fatto sì che stesse regole potessero valere per cittadini di Stati differenti, quella stessa Unione Europea che, caduti muri, ha accolto nuovi membri. Quella Unione Europea che si è erta a paladina della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Europa è, tuttavia, sempre quella stessa Unione Europea che ha imposto con la forza, seppur non militare, misure politiche ed economiche, ha abbandonato e voltato lo sguardo davanti a tragedie umanitarie come quella dei migranti ed è quella Unione incapace di difendere se stessa e di reagire all’avanzata pericolosa di nuovi e ignoranti nazionalismi, xenofobi e razzisti. È, ancora, quell’Europa a due velocità, incapace di comprendere la necessità di compattare e mettere insieme un Nord, che va avanti veloce, ed un Sud che resta indietro, inesorabile fantasma di se stesso, dove ogni giorno si vive quella crisi sommersa, la crisi del lavoro e della mancanza di reali politiche di sviluppo.

Ma l’Europa non è solo l’Unione Europea. L’Europa è un continente straordinario nel quale si fondono millenarie storie, dove ha posto le basi la società contemporanea, dove ha visto l’alba la nostra amata democrazia. L’Europa come continente, è un concetto che oggi sembra quasi superato, ma non è così. Considerare l’Europa nel suo insieme e nel suo percorso storico è forse l’unico mezzo per provare a individuare le traiettorie future di questo antico continente. In un momento nel quale vengono a cadere i confini tradizionali, nel quale un mondo “globale” mette in rete persone su larga scala, nel quale la sicurezza internazionale diventa punto focale della riflessione politica, e non solo, l’Europa deve essere messa al centro del dibattito. Si tratta dell’Europa che si unisce all’altra sponda del Mediterraneo, a quei paesi, che una volta colonie, oggi devono essere considerati partner e alleati non solo nella lotta al terrorismo ma nella creazione, finalmente, di un reale spazio di cooperazione. Parliamo, ancora, di quella Europa, anzi di quella Eurasia, che guarda ad Est, dalla Russia e il Caucaso fino alla Cina, e, come ovvio, parliamo di quella Europa che guarda ad Ovest, all’altra sponda dell’Atlantico.

In questo scenario, dunque, il CFE dedicherà il suo lavoro alle sfide che l’Europa dovrà affrontare, e lo farà attraverso il lavoro, e chiedo venia per la ripetizione, appassionato di un gruppo di giovani ricercatori. L’obiettivo specifico del CFE sarà quello di studiare, analizzare e valutare le forme, le modalità e i possibili scenari inerenti il futuro dell’Europa nelle sue differenti prospettive, avvalendosi del contributo delle diverse discipline scientifiche che studiano tali processi.

Il lavoro di ricerca del CFE mira, attraverso l’istituzione di sezioni di ricerca, a costituire aree di studio che contribuiscano allo sviluppo e alla divulgazione delle competenze e conoscenze riferite agli scenari dell’Europa e mira, inoltre, alla continua formazione e crescita dei suoi ricercatori. Il CFE promuoverà la creazione di reti per una maggiore cooperazione in un’ottica di partecipazione attiva delle istituzioni, degli organismi e delle organizzazioni di tipo scientifico e culturale, al fine di accrescere le conoscenze e diffondere gli studi oggetto della propria attività di ricerca. Con tale obiettivo, il CFE sarà sempre aperto a tutti coloro che vorranno partecipare con entusiasmo, e innovativo e critico spirito di analisi, alle attività di ricerca del Centro.

Approfitto per ritornare su un punto molto caro a noi membri del Comitato di Direzione. Lo spirito con cui nasce questo progetto è quello di poter realmente adottare un approccio interdisciplinare, e multidisciplinare, che faccia della coesione tra discipline il suo punto di forza, senza “antiche” schermaglie verbali o gelosie scientifiche. Questo non vuol dire, si badi bene, che non vi è posto per il dibattito o il confronto, ma è proprio dal dibattito e dal confronto che desideriamo dar luogo alla realizzazione delle nostre future attività. Il CFE sarà costituito, sotto il profilo operativo, da un Comitato di Direzione e un Comitato Scientifico e il lavoro di ricerca sarà suddiviso attraverso diverse sezioni integrate tra loro (in ordine alfabetico):

Ciascuna sezione sarà diretta da un responsabile (o da co-responsabili) e il lavoro di ciascuna sezione sarà strettamente integrato con quello delle altre sezioni di ricerca. Inoltre, su base annuale, il Comitato di Direzione individuerà un progetto di ricerca sul quale convergeranno le attività di ricerca di tutte le sezioni del CFE. Nei corso dei prossimi giorni sarà cura del CFE pubblicare sul sito internet il progetto di ricerca individuato per il 2015-2016 che verterà, posso anticiparlo, sul tema del confine.

Voglio concludere questo editoriale di lancio del CFE presentando e ringraziando immensamente i membri del CFE che con grande entusiasmo e professionalità stanno permettendo la nascita di questo nuovo e, ci auguriamo, ambizioso progetto: Ciro Luigi Tuccillo, Rosa Stella De Fazio, Ruben Maria Correra, Chiara Manzillo, Valentina Prisco, Bruno Formicola e Ida Diana.

Un particolare ringraziamento, infine, va al presidente dell’Italian Institute for the Future, Roberto Paura, e ai membri del Consiglio Direttivo dell’IF per l’opportunità concessa.

“La dimensione dell’Europa non è lo spazio, che la ridurrebbe ad un appendice della penisola asiatica, ma il tempo, la storia, la tradizione, il passato”

(Roberto de Mattei)

Antonio Giattini

Direttore, Center for the Future of Europe