Il Centro

Il “Center for the Future of Europe” (CFE) dell’Italian Institute for the Future nasce dalla volontà di un gruppo di giovani e appassionati ricercatori di provare ad analizzare e proporre soluzioni a tutte quelle sfide che oggi l’Europa si trova ad affrontare e che nel lungo periodo avranno, come è evidente, ripercussioni a livello globale. Nel far questo, il CFE fa propria la mission dell’IIF puntando ad elaborare scenari e previsioni sul futuro e promuovere politiche di lungo termine per l’Europa del domani. Ma per individuare quali siano tali sfide è necessario precisare quello che il CFE vuol intendere per Europa.

Europa è sicuramente l’Unione Europea, il frutto di un processo storico di integrazione, nato dalla volontà di superare l’inferno e il buio dei nazional-socialismi e che, puntando inizialmente a una cooperazione economica, è diventata simbolo (forse apparente) dell’unione, non solo politica, tra popoli. Quella stessa Unione Europea che nel corso del tempo ha permesso ai propri cittadini di muoversi liberamente su più territori, ha fatto sì che stesse regole potessero valere per cittadini di Stati differenti, quella stessa Unione Europea che, caduti muri, ha accolto nuovi membri. Quella Unione Europea che si è erta a paladina della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Europa è, tuttavia, sempre quella stessa Unione Europea che ha imposto con la forza, seppur non militare, misure politiche ed economiche, ha abbandonato e voltato lo sguardo davanti a tragedie umanitarie come quella dei migranti ed è quella Unione incapace di difendere se stessa e di reagire all’avanzata pericolosa di nuovi e ignoranti nazionalismi, xenofobi e razzisti. È, ancora, quell’Europa a due velocità, incapace di comprendere la necessità di compattare e mettere insieme un Nord, che va avanti veloce, ed un Sud che resta indietro, inesorabile fantasma di se stesso, dove ogni giorno si vive quella crisi sommersa, la crisi del lavoro e della mancanza di reali politiche di sviluppo.

Ma l’Europa non è solo l’Unione Europea. L’Europa è un continente straordinario nel quale si fondono millenarie storie, dove ha posto le basi la società contemporanea, dove ha visto l’alba la nostra amata democrazia. L’Europa come continente, è un concetto che oggi sembra quasi superato, ma non è così. Considerare l’Europa nel suo insieme e nel suo percorso storico è forse l’unico mezzo per provare a individuare le traiettorie future di questo antico continente. In un momento nel quale vengono a cadere i confini tradizionali, nel quale un mondo “globale” mette in rete persone su larga scala, nel quale la sicurezza internazionale diventa punto focale della riflessione politica, e non solo, l’Europa deve essere messa al centro del dibattito. Si tratta dell’Europa che si unisce all’altra sponda del Mediterraneo, a quei paesi, che una volta colonie, oggi devono essere considerati partner e alleati non solo nella lotta al terrorismo ma nella creazione, finalmente, di un reale spazio di cooperazione. Parliamo, ancora, di quella Europa, anzi di quella Eurasia, che guarda ad Est, dalla Russia e il Caucaso fino alla Cina, e, come ovvio, parliamo di quella Europa che guarda ad Ovest, all’altra sponda dell’Atlantico.

In questo scenario, dunque, il CFE dedicherà il suo lavoro alle sfide che l’Europa dovrà affrontare, e lo farà attraverso il lavoro, e chiedo venia per la ripetizione, appassionato di un gruppo di giovani ricercatori. L’obiettivo specifico del CFE sarà quello di studiare, analizzare e valutare le forme, le modalità e i possibili scenari inerenti il futuro dell’Europa nelle sue differenti prospettive, avvalendosi del contributo delle diverse discipline scientifiche che studiano tali processi.

Il lavoro di ricerca del CFE mira, attraverso l’istituzione di sezioni di ricerca, a costituire aree di studio che contribuiscano allo sviluppo e alla divulgazione delle competenze e conoscenze riferite agli scenari dell’Europa e mira, inoltre, alla continua formazione e crescita dei suoi ricercatori. Il CFE promuoverà la creazione di reti per una maggiore cooperazione in un’ottica di partecipazione attiva delle istituzioni, degli organismi e delle organizzazioni di tipo scientifico e culturale, al fine di accrescere le conoscenze e diffondere gli studi oggetto della propria attività di ricerca. Con tale obiettivo, il CFE sarà sempre aperto a tutti coloro che vorranno partecipare con entusiasmo, e innovativo e critico spirito di analisi, alle attività di ricerca del Centro.

Approfitto per ritornare su un punto molto caro a noi membri del Comitato di Direzione. Lo spirito con cui nasce questo progetto è quello di poter realmente adottare un approccio interdisciplinare, e multidisciplinare, che faccia della coesione tra discipline il suo punto di forza, senza “antiche” schermaglie verbali o gelosie scientifiche. Questo non vuol dire, si badi bene, che non vi è posto per il dibattito o il confronto, ma è proprio dal dibattito e dal confronto che desideriamo dar luogo alla realizzazione delle nostre future attività. Il CFE sarà costituito, sotto il profilo operativo, da un Comitato di Direzione e un Comitato Scientifico e il lavoro di ricerca sarà suddiviso attraverso diverse sezioni integrate tra loro (in ordine alfabetico):

  • Diritti Umani e Internet
  • Diritto del Lavoro e politica sociale in Europa
  • Geografia delle Relazioni Internazionali
  • Politiche di sicurezza e difesa in Europa

Ciascuna sezione sarà diretta da un responsabile (o da co-responsabili) e il lavoro di ciascuna sezione sarà strettamente integrato con quello delle altre sezioni di ricerca. Inoltre, su base annuale, il Comitato di Direzione individuerà un progetto di ricerca sul quale convergeranno le attività di ricerca di tutte le sezioni del CFE. Nei corso dei prossimi giorni sarà cura del CFE pubblicare sul sito internet il progetto di ricerca individuato per il 2015-2016 che verterà, posso anticiparlo, sul tema del confine.

Voglio concludere questo editoriale di lancio del CFE presentando e ringraziando immensamente i membri del CFE che con grande entusiasmo e professionalità stanno permettendo la nascita di questo nuovo e, ci auguriamo, ambizioso progetto: Ciro Luigi Tuccillo, Rosa Stella De Fazio, Ruben Maria Correra, Chiara Manzillo, Valentina Prisco e Bruno Formicola.

Un particolare ringraziamento, infine, va al presidente dell’Italian Institute for the Future, Roberto Paura, e ai membri del Consiglio Direttivo dell’IF per l’opportunità concessa.

“La dimensione dell’Europa non è lo spazio, che la ridurrebbe ad un appendice della penisola asiatica, ma il tempo, la storia, la tradizione, il passato”

(Roberto de Mattei)

Antonio Giattini

Direttore, Center for the Future of Europe

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